Psicomotricità: origini, definizioni e professioni

L'attività psicomotoria è una disciplina educativa, rieducativa e terapeutica che considera la globalità della persona ed utilizza il movimento per interagire con essa. È una modalità di approccio e di attività a mediazione corporea, che tende a facilitare o a ricostituire gli aspetti mancanti, interrotti o compromessi della comunicazione della persona con se stessa, con l'altro e con il mondo circostante. La "globalità" dell'esperienza psicomotoria durante le prime tappe dello sviluppo esprime l'unione inscindibile tra il movimento, il pensiero e la vita affettiva per i quali l'unico luogo possibile è il proprio corpo. Il corpo diventa, dunque, la via attraverso cui vengono sollecitate ed impartite le informazioni che il soggetto è stimolato a sentire, elaborare e trasformare in idee, esperienze e vissuti. I movimenti compiuti, le posture, i ritmi adottati, il tono muscolare, raccontano di emozioni, blocchi, frustrazioni, inibizioni.
A nostro parere in ambito educativo, riferendoci a soggetti sani, il laureato in Scienze Motorie è la figura professionale che ha nelle sue conoscenze gli stumenti, i mezzi, i metodi adatti per compieri una adeguata educazione psicomotoria.
Diversa è la psicomotricità terapeutica, la quale deve indubbiamente essere affidata a personale medico o paramendico specializzato nel settore.
Inutile dire che oggi ancora ci sono da una parte (laureato in scienze motorie) e dall'altra (medici, fisioterapisti, psicomotricisti), conflitti aspri, a nostro modo di vedere dovuti ad invasioni di campo, poco professionali e produttivi.
Sarebbe più onesto ed eticamnete corretto rimanere ognuno al proprio posto...no?
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