A.S.D. SALUS

La ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA SALUS è stata istituita nel 2000 da un gruppo di giovani sportivi laureati in Scienze Motorie e specializzati in diversi ambiti; è iscritta all'albo delle Associazioni Sportive del X e del XX Municipio di Roma ed opera in palestre scolastiche e private. Tra le attività da noi svolte: judo, pallavolo, pallacanestro, ginnastica geriatrica, ginnastica posturale, attività motoria per bambini e disabili. E-mail: assalus@tiscali.it

10.2.07

Psicomotricità: origini, definizioni e professioni


La psicomotricità trae le sue origini in Francia. In Italia, il termine "psicomotricità", compare nel contesto pedagogico intorno agli anni Sessanta, per indicare un intervento rivolto alla crescita e all'apprendimento del bambino dalla nascita sino ai sei-otto anni di età, dunque all'inizio dell'esperienza scolastica. In un primo momento la psicomotricità fu praticata soprattutto dall'insegnante di sostegno, riferita ai bambini con handicap. Dagli anni Settanta l'interesse crescente nei confronti di questa nuova disciplina, accese la richiesta di formazione e intervento nell'ambito scolastico. La sua progressiva affermazione ha influenzato notevolmente l'organizzazione delle iniziative didattiche e, soprattutto, la domanda su chi dovesse essere la figura professionale a particarla. La psicomotricità appare oggi molto diffusa, presente in un numero via via crescente di istituzioni educative e scolastiche, riabilitative e terapeutiche.
L'attività psicomotoria è una disciplina educativa, rieducativa e terapeutica che considera la globalità della persona ed utilizza il movimento per interagire con essa. È una modalità di approccio e di attività a mediazione corporea, che tende a facilitare o a ricostituire gli aspetti mancanti, interrotti o compromessi della comunicazione della persona con se stessa, con l'altro e con il mondo circostante. La "globalità" dell'esperienza psicomotoria durante le prime tappe dello sviluppo esprime l'unione inscindibile tra il movimento, il pensiero e la vita affettiva per i quali l'unico luogo possibile è il proprio corpo. Il corpo diventa, dunque, la via attraverso cui vengono sollecitate ed impartite le informazioni che il soggetto è stimolato a sentire, elaborare e trasformare in idee, esperienze e vissuti. I movimenti compiuti, le posture, i ritmi adottati, il tono muscolare, raccontano di emozioni, blocchi, frustrazioni, inibizioni.
A nostro parere in ambito educativo, riferendoci a soggetti sani, il laureato in Scienze Motorie è la figura professionale che ha nelle sue conoscenze gli stumenti, i mezzi, i metodi adatti per compieri una adeguata educazione psicomotoria.
Diversa è la psicomotricità terapeutica, la quale deve indubbiamente essere affidata a personale medico o paramendico specializzato nel settore.
Inutile dire che oggi ancora ci sono da una parte (laureato in scienze motorie) e dall'altra (medici, fisioterapisti, psicomotricisti), conflitti aspri, a nostro modo di vedere dovuti ad invasioni di campo, poco professionali e produttivi.
Sarebbe più onesto ed eticamnete corretto rimanere ognuno al proprio posto...no?